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Quali sono le conseguenze dell' esposizione alle radiazioni sul corpo umano? Cosa fare nel caso in cui avvenga una diffusione nell'atmosfera di sostanze radioattive ?

Quali sono le conseguenze dell' esposizione alle radiazioni sul corpo umano? Cosa fare nel caso in cui avvenga una diffusione nell'atmosfera di sostanze radioattive?

Con il termine radiazione si indica l'emissione, da parte di alcune sostanze, di particolari radiazioni dette ionizzanti capaci tra l'altro di provocare modificazioni nelle strutture biologiche degli esseri viventi. La produzione di queste radiazioni consiste nell'espulsione di particelle o di onde elettromagnetiche da parte di nuclei atomici che subiscono modificazioni nella propria struttura. La radioattività può essere spontanea o indotta: nel primo caso essa è tipica di elementi (detti radioattivi) il cui nucleo, instabile, emettendo radiazioni si trasforma in uno più stabile. Sostanze radioattive naturali sono presenti, in basse concentrazioni, nel suolo, specie in alcune zone; le radiazioni da esse prodotte, che si aggiungono a quelle provenienti dal cosmo, contribuiscono a determinare il cosiddetto fondo naturale di radioattività, che ci espone a un continuo, anche se bassissimo, assorbimento di raggi.

La radioattività indotta si origina invece da reazioni nucleari provocate artificialmente, come quelle sfruttate nelle centrali per la produzione di energia elettrica o negli ordigni militari: tali reazioni da un lato generano una massiccia emissione di radiazioni durante il loro svolgersi, dall'altro determinano la produzione di sostanze instabili. Nel campo della medicina la radioattività viene sfruttata per diversi scopi, diagnostici e terapeutici: le tecniche di radiografia utilizzano per esempio i raggi X, e radiazioni di questo o di altro tipo vengono impiegate nella cura dei tumori e di altre malattie; elementi radioattivi vengono usati poi per effettuare particolari esami clinici, come la scintigrafia, basata sulla registrazione delle radiazioni emesse da particolari sostanze introdotte nell'organismo e captate soprattutto da alcuni organi o tessuti.

La radioattività ha effetti notevoli per lo più dannosi sul corpo umano: alcuni di essi sono noti e studiati, mentre altri presentano ancora aspetti oscuri. Ciò che si può affermare con certezza è che gli effetti prodotti dalle radiazioni ionizzanti sono proporzionali alla dose, e che a parità di quantità complessiva assorbita sono tanto minori quanto più l'esposizione è stata frazionata e distribuita nel tempo, specie se i tessuti colpiti possiedono una elevata capacità di riparare le lesioni prodotte su di essi. Le parti del corpo che maggiormente risentono dell'azione delle radiazioni sono quelli le cui cellule sono caratterizzate da una elevata riproduzione (quindi da un veloce rinnovamento) e/o da una intensa attività: tali sono per esempio la pelle, le mucose, i testicoli o le ovaie, e inoltre il midollo osseo e le ghiandole linfatiche, che producono gli elementi corpuscolati del sangue .

Le conseguenze più comuni dell'esposizione alle radiazioni riguardano, dunque, innanzitutto la pelle e i suoi annessi: si possono avere infiammazione e desquamazioni cutanee, mancata crescita dei peli e dei capelli, comparsa di lesioni superficiali, anomalie nella cicatrizzazione. Oltre a questi effetti, in seguito all'azione esercitata dalle radiazioni sui tessuti che producono gli elementi del sangue si può determinare carenza di globuli bianchi, anemia , in qualche caso leucemia. Agendo sui testicoli, le radiazioni ionizzanti possono poi comportare sterilità maschile temporanea; gli effetti esercitati sulle ovaie possono condurre invece a una sterilità femminile permanente.

L' azione sulle ghiandole sessuali determina poi spesso, sia nell'uomo sia nella donna, una alterazione delle cellule germinali, che può essere alla base di anomalie anche gravi nell'eventuale prodotto del concepimento; per questo motivo, la procreazione nei mesi successivi a una irradiazione deve essere evitata. Essendo caratterizzato da una veloce e massiccia riproduzione cellulare, lo stesso feto è molto suscettibile agli effetti delle radiazioni che, se assorbite durante la gravidanza, possono provocarne malformazioni. Anche i bambini che, per via dell'accrescimento, hanno le cellule in continua moltiplicazione sono particolarmente sensibili alla radioattività.

Poco influenzati dalle radiazioni sono gli organi le cui cellule si riproducono più lentamente, come il fegato, il rene o i muscoli viscerali. Diversi tipi di cellule, inoltre, possono subire a causa delle radiazioni modificazioni nel nucleo che conducono a un "impazzimento" della loro riproduzione, e quindi alla comparsa di tumori; le strutture più sensibili in questo senso sono la pelle, gli organi che producono elementi del sangue, la tiroide, il fegato. L'esposizione a una quantità molto elevata di radioattività può avere per conseguenza, nei casi più gravi, la morte, che può intervenire immediatamente oppure nel giro di alcune settimane, di qualche mese o, nel caso in cui si sviluppino tumori, anche a distanza di anni. L'irradiazione dell'organismo può avvenire oltre che a causa di una reazione nucleare che si svolga nelle vicinanze e dalla quale non esista una adeguata protezione per la presenza nell'aria o nel suolo di elementi radioattivi, provenienti per esempio da un test nucleare militare, o da un incidente in una centrale atomica; una esposizione alle radiazioni può aversi inoltre nella manipolazione di materiale radioattivo impiegato nell'industria, in medicina, eccetera.

L'irradiazione diviene particolarmente significativa quando le sostanze radioattive entrano in contatto diretto con qualche parte del corpo, e ancora di più se esse, assunte con gli alimenti o inalate con l'aria, si inseriscono nel circolo sanguigno, depositandosi in qualche organo con cui hanno affinità. In quest'ultimo caso le parti del corpo maggiormente danneggiate sono in genere, oltre alle più sensibili alle radiazioni , quelle nelle quali la sostanza radiottiva si accumula: nel caso dello iodio è ad esempio la tiroide, nella quale questo elemento si concentra una volta entrato in circolo.

Il decalogo anti-radiazioni
Nel caso in cui avvenga una diffusione nell'atmosfera di sostanze radioattive - provenienti dal luogo di un incidente a impianti nucleari civili o militari, oppure dall'esplosione di un ordigno nucleare nell'atmosfera - è necessario osservare alcune precauzioni allo scopo di ridurre quanto più possibile l'esposizione alle radiazioni. Tali avvertenze sono particolarmente importanti per le gestanti e per i bambini, dato che i danni provocati dalla radioattività sono maggiori sul feto e sugli organismi in accrescimento. Ecco, in un breve "decalogo", i principali di questi accorgimenti.
1. Rimanere all'aria aperta solo il minimo indispensabile; aprire meno possibile finestre e porte di casa, evitando il ricambio d'aria.
2. Asportare con frequenza la polvere dai locali domestici, soprattutto da pavimenti in moquette e tappeti; adoperare, per far ciò, un aspirapolvere, e non usare mai battipanni o altri strumenti che possano sollevare il pulviscolo.
3. Al rientro in casa, cambiarsi gli indumenti (che vanno poi lavati) e pulirsi accuratamente almeno il viso e le mani; specie se il terreno è bagnato, togliersi le scarpe appena messo piede in casa. riponendole in un luogo non frequentato.
4. Fare il bagno o la doccia ogni sera, lavando anche i capelli.
5. Non esporsi alla pioggia; se ciò avviene, fare un'accurata doccia con shampoo appena rientrati in casa.
6. Evitare che i bambini giochino all'aperto, nei prati o comunque a contatto con il terreno.
7. Non bere acqua piovana, ne utilizzarla per altri usi.
8. Non bere latte fresco, ma solo latte a lunga conservazione confezionato prima, che la radioattività si diffondesse nell'atmosfera; non mangiare carne di animali che vivono all'aperto o vengono alimentati con prodotti naturali freschi.
9. Non consumare vegetali su cui può facilmente depositarsi acqua piovana o terriccio (verdure a foglia larga, per esempio).
10. Non mangiare pesci e altri prodotti del mare.





   

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