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Come scegliere un buon profumo? Quali sono le regole base per scegliere un buon profumo?

Quali sono le regole base per scegliere un buon profumo?

Ogni profumo è composto da un olio essenziale (cioè il corpo odoroso vero e proprio), da un diluente e da un fissatore. Nell'antichità l'essenza veniva diluita con olio d'oliva; nella profumazione moderna, si è passati all'alcol etilico, che però non è sufficiente dato che a contatto con la pelle si dissolve subito. È necessaria la presenza di una sostanza meno volatile, il fissatore, appunto, che persista sulla pelle. Gli oli essenziali un tempo erano tutti di origine vegetale: foglie, petali e steli di fiori; cortecce di piante (cannella, galbano, opoponaco, ladano); legni (cedro, sandalo, linaloe); rizomi (zenzero, iris fiorentino, calamo); radici (angelica, sassofrasso, vétiver); semi (anice, f inocchio, noce moscata); buccia di frutti (limone, arancia, bergamotto, lime, vaniglia, mandorla); gommoresine (mirra e incenso); spezie (chiodi di garofano, noce moscata, cannella, cinnamomo).

Di tutti questi elementi vegetali molti possono essere riprodotti sinteticamente; certi, come gelsomino e rosa, devono invece essere raccolti in modo tradizionale. E per ottenere un chilo di essenza di gelsomino ce ne vogliono 600 di fiori! Del resto il gelsomino è considerato il principe dei fiori da profumazione. Già ai tempi del rè Sole, il bouquet che il profumiere di corte, Martial, realizzò per l'amante del momento, Louise de la Vallière, era a base di gelsomino, giunchiglia e cedro.

I fissatori migliori sono di origine animale; l'ambra (una secrezione del capodoglio); lo zibetto e il muschio (entrambi ottenuti da secrezioni particolari dello zibetto e del cervo muschiato). Quando si parla di muschio, dunque, si allude a un siero animale, da non confondere col musco quercino. In Francia i profumi sono suddivisi in sei grandi famiglie: fioriti, ciprati, verdi, ambrati, boisés e cuirs. Nei fioriti predominano gelsomino, rosa, tuberosa, gardenia, mughetto. I ciprati prendono il nome dall'Acqua di Cipro, un profumo che conquistò i Crociati quando andarono a combattere in Oriente e che fu da loro portato in Europa, aprendo la strada alla fabbricazione dei profumi.

Era a base di muschio, musco, ladano, ambra. La famiglia dei verdi raccoglie profumi non dolci, ma freschi ed erbosi. Gli ambrati sono caldi, sensuali, opulenti, con richiami orientaleggianti, spesso vanigliati. Boisés, cioè fortemente caratterizzati da note legnose, sono i profumi che utilizzano cedro, vétiver, sandalo e patchiuli. Infine i cuirs, quasi tutti maschili, devono il loro nome all'armonia dominante che li compone, la corteccia di betulla, con cui veniva trattato un tempo il cuoio più fine in Russia (da cui il loro nome).

Tutto quanto è stato detto finora non risponde però a una domanda fondamentale che si pongono molte donne: quale profumo scegliere? Non esiste una risposta valida per tutte; perché la scelta di un bouquet è personalissima: certe donne amano per esempio i. profumi secchi, amari e quindi preferiscono gli aromi maschili. Certe prediligono invece i dolcissimi, che si trovano più spesso nella categoria dei fioriti. Altre ancora amano i profumi opulenti, che lasciano una traccia persistente: la preferenza si deve indirizzare allora verso gli ambrati. Nella ricerca di un profumo si può optare per marche note e costose, che però danno garanzia di buon gusto, oppure affidarsi al proprio "naso" inventando con le essenze naturali (vendute in erboristeria) profumi unici e personalizzati. Bisogna comunque tenere presente che ogni profumo si modifica a contatto con la pelle e può dare risultati differenti da persona a persona, o anche sulla stessa persona a seconda dello stato fisico e psicologico. In ogni bouquet ci sono delle note di testa, le prime che colpiscono l'olfatto, di solito fresche e poco persistenti; subito dopo si sprigiona il cuore del profumo, cioè la sua essenza più profonda dopo la quale si possono percepire le note di coda, quelle più persistenti. Quando provate un profumo, mettetene poche gocce sul polso e annusatelo dopo qualche istante.

* Ricordate che il profumo evapora verso l'alto. Quindi non mettetelo solo nei punti tradizionali (ai polsi, dietro le orecchie, sul collo), ma anche nell'incavo dei seni, alla cintura, nell'incavo del ginocchio e delle braccia. In generale le zone migliori sono quelle dove il sangue pulsa: con il calore l'aroma viene esaltato.

* II profumo non deve mai essere spruzzato direttamente sulle pellicce, altrimenti il pelo si può rovinare. Mettetene due gocce sulla fodera e ricordate che su questo tipo di indumento il bouquet permane a lungo.

* Evitate di spruzzare profumo su abiti sintetici; fatelo pure, invece, se i capi che indossate sono di fibre naturali.

* Una volta tolti dalle confezioni, i flaconi di profumo invecchiano; il profumo infatti perde forza poco a poco perché si altera con la luce. Se vi regalano un profumo che userete dopo qualche mese, quindi, lasciatelo nella sua scatola.

* È molto difficile che due profumi, frutto di complesse alchimie, possano convivere armonicamente: chi usa un profumo, quindi, sceglierà gli altri prodotti da toeletta (bagno schiuma, crema per il corpo, talco, deodorante) nella stessa profumazione, o assolutamente neutri.

* Per il giorno è meglio scegliere l' Eau de Toilette, che ha una concentrazione alcolica molto inferiore al Parfum o all'Estratto (il più concentrato), usati invece per la sera, quando sono più adatti aromi più intensi. Anche estate e inverno meritano profumi differenti, dato che le essenze contenute si modificano al caldo o al freddo; va da sé che durante la stagione calda il profumo dovrà essere più fresco e meno persistente. Molte Case hanno messo in commercio, negli ultimi anni, le Eaux de Parfum, che stanno a metà tra l'acqua di toeletta e il profumo vero e proprio e vanno bene per tutto il giorno.

* Se qualcuno, a un metro (od oltre) di distanza vi fa osservare che avete un buon profumo, vuol dire che ne avete messo troppo. Il bouquet dovrebbe essere avvertito solo da chi vi sta vicino.





   

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