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Bere alcolici moderatamente non comporta effetti dannosi ne sul sistema di memorizzazione a breve termine, ne su quello a lungo temine.

Bere alcolici moderatamente non comporta effetti dannosi ne sul sistema di memorizzazione a breve termine, ne su quello a lungo temine.

Un altro campo in cui l'azione lesiva dell'alcool e quella degli stupefacenti sono parallele è quello dei meccanismi della memoria. Su tali meccanismi è forse il caso di accennare qualche cosa che renda più comprensibile il discorso. Se pur non scientificamente accertata, è comunemente ritenuta valida la teoria secondo cui nel cervello umano esisterebbero due separati sistemi di memorizzazione, e cioè:
1) la memoria a breve termine, che riguarda quindi un breve tempo di intercorrenza tra il momento in cui viene appreso, e quindi memorizzato, il dato, e quello in cui viene richiesto alla mente di ricordarlo;
2) la memoria a lungo termine in cui quel tempo di intercorrenza è notevolmente allungato. Ebbene tale teoria è stata avallata da studi eseguiti con esperimenti su soggetti volontari che assumevano dosi di alcool o di marijuana. Secondo le conclusioni cui si è giunti con tali studi, bere alcolici moderatamente non comporta effetti dannosi ne sul sistema di memorizzazione a breve termine, ne su quello a lungo temine; tuttavia risulta diminuita la capacità del cervello di trasportare i dati appresi, dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine.

Dopo aver fatto altri studi si è visto che l'alcool non aveva effetti particolarmente deleteri neanche sulla memoria a lungo temine: nonostante questo è meglio bere moderatamente tutti i giorni piuttosto che sfogarsi anche una sola volta a settimana bevendo, in una stessa serata, alcuni bicchieri di bevande alcooliche, in quanto le persone che hanno tale abitudine, sottoposte a test particolari, sono risultate avere memoria ridotta rispetto a quelle che bevono regolarmente. Molto gravi invece possono risultare le lesioni a carico della capacità di memorizzare in soggetti affetti da alcoolismo cronico. Infatti una percentuale minima di alcoolisti subisce lesioni irreversibili al cervello, mentre alla maggior parte di tali bevitori capita di perdere, per un certo periodo di tempo, la memoria. Questa perdita può essere frammentaria ed, in questo caso, il soggetto non se ne rende conto se non quando, dopo che la memoria è tornata, viene nominato l'evento dimenticato.

Si può avere anche una perdita totale della memoria che il soggetto avverte come una specie di vuoto mentale. In questo caso non è possibile ottenere il ricordo dell'accaduto. Contrariamente a quanto si potrebbe credere, all'instaurazione di questi disturbi non contribuisce la quantità di alcool ingerita, bensì il modo particolarmente rapido con cui se ingeriscono forti dosi, o l'avere consumato in precedenza tranquillanti o sedativi, o ancora trovarsi in condizione di particolare stanchezza.

Analoghi studi sono stati compiuti in seguito all'assunzione di marijuana: anche quest'ultima non provoca disturbi particolari alla memoria a lungo termine, mentre lede invece il processo della formazione di ricordi nuovi.





   

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