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Che tipo di alimentazione deve seguire una donna durante il puerperio, quali sono le norme igieniche che la neo mamma deve seguire affinchè vi sia un vantaggio anche per il bambino?

Alimentazione, ginnastica e norme igieniche durante il puerperio da cui ne trae vantaggio soprattutto il bambino attraverso l'allattamento.

L'alimentazione nel puerperio esige speciale attenzione solo nei primi giorni. Poiché la donna sta a letto e lo svuotamento dell'intestino, per l'afflosciamento della parete addominale e per il riposo, non si compie regolarmente, la digestione è più difficile. Per tale ragione, già subito dopo il parto o nel primo giorno di puerperio, la dieta è semiliquida e lassativa: brodo vegetale con pastina, latticini, pesce bollito, frutta fresca o cotta. Dal secondo-terzo giorno, l'alimentazione comincia a diventare gradualmente più nutriente: minestrine di pasta o di riso, passati di verdura, carne, pollo e pesce lessati, qualche uovo, insalata, verdura cotta, frutta fresca o cotta. Verso il decimo giorno, la puerpera può tornare all'alimentazione normale, che però deve essere più abbondante a causa dell'allattamento. E' anche molto importante che, per stimolare la secrezione lattea e l'apparato urinario e per rendere il sangue più fluido, fin dall'inizio del puerperio la donna beva abbondantemente acqua semplice o minerale, qualche bicchiere di latte e di succo di frutta.

In puerperio, la stitichezza è spesso più tenace che in gravidanza. Tuttavia occorre che le evacuazioni siano regolari, se possibile quotidiane. La regolarità delle evacuazioni va a beneficio dell'intero organismo della madre e ne trae vantaggio anche l'allattamento del bambino. Poiché nel puerperio l'utero, per il suo peso e le condizioni speciali in cui si trova, ha la tendenza alla retroversione, e siccome la vescica piena facilita tale anomalia di sede dell'utero, è buona norma che la puerpera urini di frequente, svuotando la vescica appena ne avverte lo stimolo. Ma talora, nei primi giorni di puerperio, l'urinazione è difficile o impossibile. Ciò accade a causa del rilassamento della parete addominale e della muscolatura vescicale, oppure perché la posizione supina inibisce la puerpera. Se la ritenzione di urina è persistente, l'ostetrica provvede a svuotare la vescica, mediante il catetere, due o tré volte al giorno. L'urinazione spontanea può essere facilitata con impacchi caldi sulla regione vescicale, oppure versando acqua sterile sui genitali. Ma il più delle volte la puerpera riesce a urinare anche in posizione supina; altrimenti in posizione seduta, se non ha subito suture a causa di lacerazioni.

L'igiene intima della puerpera deve essere praticata, nella prima settimana, dall'ostetrica. In seguito può provvedervi la stessa puerpera, lavandosi con acqua tiepida e sapone, senza far uso della spugna, usando recipienti scrupolosamente puliti e un pannolino sterile. Le lavande vaginali sono assolutamente proibite perché possono essere molto dannose; si praticano solo per speciali motivi, dietro prescrizione del medico. Pure la pulizia generale deve essere molto curata, dapprima con una quotidiana spugnatura del corpo con acqua tiepida e sapone (a cui si possono aggiungere leggeri massaggi con acqua di Colonia) poi, verso la fine della prima settimana di puerperio, con una doccia o un bagno a 35-36 gradi. Le mammelle devono essere particolarmente curate con lavaggi quotidiani.

Alla fine di ogni poppata, i capezzoli vanno puliti con una soluzione di acqua e bicarbonato (un cucchiaio di bicarbonato in un litro di acqua bollita), asciugati e ricoperti con una compressa di garza sterile nei primi giorni, e in seguito con un quadratino di tela lavata di fresco. E' anche buona regola indossare, dall'inizio del puerperio e per tutta la durata dell'allattamento, un reggiseno che tenga ben ferme le mammelle senza comprimerle; in tal modo si contribuisce anche a prevenire l'ingorgo delle mammelle allo stabilirsi della secrezione lattea. Le condizioni generali della puerpera devono essere sorvegliate, soprattutto nella prima settimana. Il polso, la temperatura e la progressiva diminuzione dell'utero sono i principali segni che indicano lo stato di salute della puerpera. In puerperio, il polso normale varia da 68 a 80 pulsazioni al minuto; la temperatura non deve superare i 37-37,2 gradi; i lochi devono essere quasi inodori. La forte distensione dell'addome provocata dalla gravidanza porta, dopo il parto, all'afflosciamento della parete addominale. Durante il puerperio, essa tende a riprendere il tono normale. Per accelerare e rafforzare questo processo ed evitare il rilassamento dell'addome, nei primi giorni si applica una fasciatura addominale, in seguito si può far uso di un busto che stringa senza comprimere troppo.

Più razionale e migliore come risultati è la pratica della ginnastica speciale per il puerperio la quale, come quella per la gravidanza, è controindicata solo in caso di cardiopatia, tubercolosi, anemia grave, diabete, ecc. E' sempre il medico che deve permettere tali esercizi. Conviene dapprima farne pochi e aumentarli poi gradualmente, fino a fare ogni esercizio 10-12 volte alla mattina e alla sera, continuando per sei settimane. Alcuni esercizi vanno eseguiti nei primi giorni di puerperio, altri in un periodo più inoltrato.

La ginnastica del puerperio non ha soltanto lo scopo di riportare l'addome alla sua linea normale, ma anche di favorire l'involuzione dell'utero e il suo ritorno alla giusta posizione, di stimolare le funzioni intestinali, di migliorare l'attività dei muscoli e delle articolazioni, della circolazione sanguigna e della funzione respiratoria. Ai benefici particolari, rivolti al puerperio, si aggiungono cosi quelli generali, che interessano l'intero organismo e contribuiscono alla salute della puerpera. Fin dall'inizio del puerperio, la donna deve respirare profondamente, estendere e flettere spesso le gambe, le caviglie e i piedi in tutte le direzioni. Poi, se il parto è stato normale, verso il terzo-quarto giorno, può cominciare a compiere movimenti coordinati, cioè a praticare gli esercizi di ginnastica della durata di due o tré minuti nei primi giorni, aumentando a poco a poco fino a otto-dieci minuti. I vari movimenti vanno ripetuti con lentezza e in ordinata successione. Se l'addome tende a rimanere molto voluminoso, verso la seconda settimana di puerperio può essere opportuno farsi praticare qualche massaggio dalla fisioterapista.

La pratica degli esercizi fisici durante il puerperio è un'ottima occasione per abituarsi alla ginnastica i cui vantaggi igienici ed estetici la donna può cogliere in tutte le età della vita. In questo caso si tratta di passare gradualmente dalla ginnastica per il puerperio a quella per il periodo normale, seguendo sempre il consiglio del proprio medico per poi rivolgersi, almeno nei primi tempi, a uno specialista di ginnastica medica. In questo campo, i manuali sono di scarsa utilità.





   

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