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Contro la stanchezza , l'insonnia, il nervosismo , l'ansia, i disturbi circolatori, l'ipertensione e lo stress può dare grandi risultati il training autogeno.

Contro la stanchezza , l'insonnia, il nervosismo , l'ansia, i disturbi circolatori, l'ipertensione e lo stress può dare grandi risultati il training autogeno.

Il training autogeno è una forma di ipnosi in cui la situazione di inerzia psicomotoria è indotta direttamente dal paziente. Il malato è quindi allo stesso tempo soggetto attivo e passivo del trattamento. Scopo del training autogeno, nelle parole di uno dei suoi maggiori divulgatori, Malcom Carruthers, è quello di eliminare lo stress provocato da quei meccanismi istintivi che portano alla lotta e alla fuga, e dare spazio al rilassamento e alla calma. In altre parole, dice Carruthers, se l'uomo primitivo reagiva alle emergenze con una serie di reazioni automatiche (battito cardiaco più veloce, etc.), che preparavano alla lotta o alla fuga, l'uomo moderno, pur provando le stesse reazioni fisiche, non solo non può liberarsene mettendo in atto gli stessi meccanismi ma, non riconoscendole per quello che sono, le attribuisce a malattia.

Concepito dunque, non solo per eliminare lo stress ma anche per permettere all'individuo di arrivare all' autoconoscenza attraverso la cosiddetta concentrazione passiva, il training autogeno si pratica svolgendo una doppia serie di esercizi. La prima, detta somatica, viene svolta assumendo una posizione comoda e concentrandosi fino a provare una sensazione di pesantezza prima nelle braccia e poi nelle gambe. Subentrano un senso di calore, la regolarizzazione del ritmo cardiaco e respiratorio e una leggera ischemia cerebrale (dovuta alla diminuzione del flusso di sangue al cervello) con conseguente freddo nella zona della fronte.

La seconda fase si rivolge invece direttamente alla psiche e richiede di solito l'aiuto di uno psicoterapeuta esperto. È la fase che porta alla vera e propria autoconoscenza, durante la quale l'individuo può accedere direttamente all'inconscio. In questa parte del trattamento si verificano, in soggetti non abituati a questa tecnica, le cosiddette abreazioni: reazioni incontrollate (crisi di lacrime, di riso o altro) dovute alla improvvisa abolizione di quelle barriere che vengono in genere erette per reprimere le emozioni e gli istinti.

In terapia, il training autogeno è impiegato nella cura di un gran numero di disturbi: contro la stanchezza e l'insonnia, il nervosismo e l'ansia, i disturbi circolatori, l'ipertensione e lo stress . È particolarmente indicato per la cura di malattie psicosomatiche come l'obesità e l'asma, i disturbi gastrointestinali, gli esaurimenti nervosi e le distonie neurovegetative. È impiegato inoltre per far smettere di fumare e di bere, per frenare l'aggressività nei bambini, per ridurre la dipendenza da farmaci e tranquillanti, per combattere depressioni, sensi di inferiorità, tensione e ostilità, nonché come tecnica preparatoria al parto.

Una volta imparate le tecniche fondamentali di questo trattamento e accertata, con un esame medico, la propria idoneità fisica e psicologica, il training autogeno può essere praticato dappertutto e in qualunque momento.





   

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