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La televisione può danneggiare la salute? Quali sono i rischi della teledipendenza?

La televisione può danneggiare la salute? Quali sono i rischi della teledipendenza?

Dal punto di vista organico la recezione televisiva viene messa sotto accusa da due diversi punti di vista: per il bombardamento delle radio-onde e per le "malposizioni", cioè gli atteggiamenti scorretti e pericolosi assunti di fronte al video. Quanto al primo punto, il rischio delle onde radio non riguarda tanto gli apparecchi televisivi quanto i cosiddetti "ripetitori": questi emanano, come è facilmente comprensibile, una dose enormemente più alta di radiazioni che potrebbero teoricamente compromettere la salute di coloro che abitano nelle vicinanze . Le "malposizioni" invece rappresentano un pericolo reale per i bambini. Accoccolati su una poltrona o sdraiati sul tappeto, rannicchiati sul divano o seduti di traverso sulla sedia, molti dei nostri figli passano ore e ore immobili di fronte al piccolo schermo, mantenendo in realtà posizioni non fisiologiche: questo fatto non giova certamente allo sviluppo armonico del loro apparato scheletrico, a cominciare da quello della colonna vertebrale. Non basta dunque proibire ai bambini di passare troppo tempo davanti alla TV. È necessario anche abituarli ad assumere, di fronte all'apparecchio televisivo, posizioni corrette, con la schiena il più possibile diritta e senza curvare in avanti la testa e le spalle.

I rischi psicologici della televisione. Ben più complessi sono i problemi di ordine psicologico legati all'ascolto televisivo.
In primo luogo sono state sollevate molte perplessità sulla fruizione "familiare" dei programmi televisivi: molti film o telefilm genericamente definiti per adulti vengono visti infatti anche da bambini e numerose inchieste hanno d'altra parte dimostrato come le scene di violenza, in particolare, condizionino negativamente lo sviluppo affettivo e morale degli spettatori più giovani. Queste osservazioni ripropongono il problema di un reale controllo degli adulti sull'utilizzazione del piccolo schermo da parte dei bambini: non solo per selezionare i programmi a loro adatti, ma anche nel senso di guardare "con loro" la televisione, così da mediarne certe reazioni emotive e da stimolarne nello stesso tempo le capacità critiche. Ma il problema psicologico ed educativo più importante è quello che viene anche definito - con una espressione sbrigativa ma eloquente - quello della "teledipendenza". Il mezzo televisivo è tale, cioè, che per sua natura tende a invadere una enorme fetta del tempo libero disponibile: questa prepotenza della televisione è indipendente dall'età e (almeno in buona parte) dal livello culturale degli ascoltatori; appare inoltre svincolata dalla qualità dei programmi e dal loro messaggio. La teledipendenza, d'altra parte, può drasticamente limitare la possibilità di accedere ad altri modi di utilizzare il tempo libero, anche quando sono in gioco opportunità migliori sul piano dell'esperienza personale e dei contenuti culturali oppure la possibilità di impegnarsi in attività che esercitano anche il corpo.





   

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