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Cosa provoca la privazione del sonno?

La privazione del sonno provoca stanchezza, cefalea, tremore alle mani, disturbi della vista, difficoltà di concentrazione e di linguaggio, disorientamento, perdita della memoria a breve termine e, in taluni individui, stati confusionali.

Passiamo dormendo un terzo della nostra esistenza; questo sta a indicare l'utilità del sonno, anche se non se ne è ancora chiarita la funzione. La teoria più accreditata lo considera un 'attività rigeneratrice dal punto di vista psichico e organico. Il sonno è uno stato naturale durante il quale, almeno per la maggior parte del tempo, continua a esserci un certo grado di consapevolezza di quanto succede intorno. Tutti, poi, si sogna tutte le notti anche se a volte non lo si ricorda. Gli studi sull'attività elettrica del cervello hanno dimostrato che durante il sonno si ha una serie di cicli regolari che ricompaiono ogni 90 minuti circa. Prima si entra in un sonno sempre più profondo, poi gradualmente si torna a un sonno più superficiale, come se si fosse sul punto di svegliarsi, mentre gli occhi si muovono velocemente sotto le palpebre. È questo lo stadio del sonno REM (Rapid Eye Movements, movimenti oculari rapidi) che può ripetersi in una notte quattro o cinque volte. Le altre fasi vengono definite complessivamente non-REM e sono completamente diverse.

Durante la fase REM, per esempio, sono frequenti sogni con immagini visive vivaci, mentre nella fase non-REM l'attività mentale è più simile a un pensiero vago. Inoltre nella fase REM la persona sembra sveglia anche se è profondamente addormentata. Noi occupiamo un terzo della nostra esistenza dormendo e questo sta a indicare che il sonno ha una sua funzione indispensabile, anche se non completamente chiarita dagli scienziati. La teoria più diffusa ritiene che il sonno sia un'attività di rigenerazione, non solo dal punto di vista psichico, ma anche da quello organico. Il sonno è caratterizzato dalla perdita della coscienza, dal rallentamento delle funzioni neurovegetative e dalla interruzione dei rapporti sensomotori con l'ambiente. Ma il nostro corpo compie un lavoro incessante di rigenerazione, e svolge funzioni che non può assolvere in stato di veglia. Per esempio, il sonno stimola la produzione di un ormone, il somatropo, che presiede alla rigenerazione delle cellule. Questo stesso ormone, che viene prodotto al massimo durante il sonno profondo e profondissimo, regola anche la produzione degli ormoni sessuali e fa diminuire il tasso di colesterolo nel sangue. Altri ormoni, prodotti durante la fase del sogno agiscono sulla trasmissione degli impulsi nervosi, e determinano la nostra resistenza alla fatica e alle infezioni. Ancora, è solo durante il sonno che nel nostro organismo avviene l'assimilazione dei minerali. E sicuramente il sonno REM previene l'esaurimento mentale.

Mentre dormiamo, la circolazione del sangue è favorita, e la colonna vertebrale è liberata da ogni compressione. Queste ore sono quindi fondamentali per rallentare l'invecchiamento e per la buona salute. La privazione del sonno invece provoca stanchezza, cefalea, tremore alle mani, disturbi della vista, difficoltà di concentrazione e di linguaggio, disorientamento, perdita della memoria a breve termine e, in taluni individui, stati confusionali. È difficile dire quante ore bisogna dormire per notte. Il neonato dorme in media sedici ore al giorno, all'anziano sono sufficienti quattro, sei ore. In realtà il fabbisogno oltre che dall'età dipende dall'individuo, anche se indicativamente si considera una quantità media di sette, otto ore.

Comunque è facile determinare la quantità di sonno necessaria a una persona. Si sceglie un periodo in cui non ci siano particolari preoccupazioni, non si abbiano obblighi specifici e non si sia eccessivamente sovraffaticati, quindi ci si corica per una settimana di seguito sempre alla stessa ora. Il momento medio in cui ci si sveglia spontaneamente freschi e riposati, indica all'incirca la necessità di sonno del proprio organismo. Ma ancora più importante della quantità è la qualità del sonno. Per questo sono utili alcune tecniche si rilassamento o alcuni trucchi per recuperare energie anche nel corso della giornata. Per esempio la tecnica detta del "sonno lampo" è molto utilizzata dalle persone che sono sottoposte a continue tensioni. È un sonno che dura da 10 a 30 secondi, e ha un effetto di scarico di tensione.

Oppure quella di riuscire a dormire per pochissimi minuti, quattro o cinque, due o tré volte durante la giornata. Consente di prevenire la fatica, ed è un sistema utilissimo contro l'insonnia: limita l'affaticamento nervoso, e quindi una eccessiva intossicazione del cervello, che è ciò che impedisce poi di prendere sonno. Data l'importanza del sonno nei confronti di una buona salute psicofisica, è necessario che anche le condizioni ambientali siano ottimali. Anzitutto, il locale in cui si dorme deve rispondere ad alcune caratteristiche. La temperatura ideale non dovrebbe superare i 18°. Un caldo eccessivo è spesso all'origine di disturbi alle vie respiratorie. Dovrebbe quindi essere cura di tutti, durante i mesi invernali, regolare il riscaldamento nella camera da letto. È inoltre fondamentale, per una buona salute, anche il grado di umidità dell'ambiente. Queste condizioni climatiche si possono ottenere usando un umidificatore o, più semplicemente, avendo cura di porre sempre sul calorifero un contenitore pieno d'acqua.

Infine, il letto. Durante il riposo il corpo non deve assumere posture scorrette, che possano dare origine a fenomeni scoliotici. Particolare attenzione deve quindi richiedere la scelta del letto e del materasso per i bambini, la cui colonna vertebrale è ancora in crescita. L'ideale è una rete metallica con un buon materasso a molle, o di lana, che va battuto un paio di volte all'anno, in modo che non si formino delle conche. Oppure un cassone, su cui va posto un buon materasso a molle. Per un adulto con problemi particolari, la scelta deve essere differenziata, a seconda dei casi: per l'artrosi è meglio un letto rigido, per un'ernia del disco un letto che favorisca la posizione meno dolorosa, in modo che l'ernia si rilassi e si disinfiammi. Il cuscino deve essere molto basso. Meglio ancora se se ne può fare a meno: la posizione naturale del collo è leggermente inarcata all'indietro, e i normali cuscini costringono invece in una postura antianatomica.





   

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